Il Parco Archeologico di Urbs Salvia è il più importante e spettacolare delle Marche. Il percorso di visita, che scende per un comodo tracciato di circa un chilometro, mostra i monumenti principali di una tipica città dell’età imperiale e permette di approfondire lo studio della civiltà romana.

ITINERARIO DI VISITA
logo_nuovo-banner_10

La visita inizia al Museo Archeologico Statale (momentaneamente chiuso per inagibilità), dove sono esposti materiali provenienti dall’antica Urbs Salvia. Si prosegue con le Cisterne dell’acquedotto che rifornivano d’acqua la città sottostante. Più in basso il Teatro, usato per le rappresentazioni drammatiche, e l’edificio a nicchioni, che fungeva da scenografico raccordo dei vari livelli della città. Ai piedi della collina si estende l’area sacra, costituita da un Tempio con criptoportico, corridoio sotterraneo affrescato con immagini legate alla propaganda augustea. Attraversando l’imponente cinta muraria si raggiunge l’Anfiteatro, in ottimo stato di conservazione, dove si svolgevano i giochi gladiatori. Tempo indicativo per la visita: h 2,30

ORARI
Primavera
1 marzo – 14 giugno: sabato e festivi 10-13/15-18 (ora legale 19)

Estate
15 giugno – 15 settembre: tutti i giorni 10-13/15-19

Autunno
16 settembre – 1 novembre: sabato e festivi 10-13/15-18 (ora legale 19)

Inverno
1 novembre – 28 febbraio: sabato e festivi 10-13/15-17

Per gruppi organizzati la visita è possibile tutti i giorni su prenotazione (tel. 0733.202.942)

Tariffe per apertura e accompagnamento
Intero Euro 10,00 – Ridotto Euro 8,00 (incluso l’ingresso alla Rocca)
Sconto famiglie: bambini fino a 10 gratis.

Biglietto cumulativo con l’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra € 12,00 intero – € 10,00 ridotto

Biglietto ridotto ai soci del Touring Club Italiano e soci FAI

Ingresso gratuito per le persone diversamente abili e loro accompagnatore.

ACCESSIBILITA’
Le Cisterne non sono accessibili con la sedia a rotelle.


LA STORIA
logo_nuovo-banner_06
Città della V Regio Augustea (Picenum), Urbs Salvia si trovava all’incrocio di due importanti strade, quella che univa Firmum (Fermo) a Septempeda (San Severino Marche), e Ricina (Macerata) ad Asculum (Ascoli Piceno).
Fu municipio in epoca repubblicana ed in seguito, sotto Augusto, colonia. Fu terra di origine di importanti personaggi dell’impero che la ornarono con monumenti (fra gli altri Flavio Silva Nonio Basso, generale di Tito, protagonista della conquista di Masada, ultima roccaforte giudaica in Palestina).
Distrutta dai Visigoti nella prima metà del V sec. E.C., Urbs Salvia venne abbandonata, e l’abitato si spostò dalle pendici alla sommità della collina. Dante Alighieri ricorda questo periodo di decadenza della città nel XVI canto del Paradiso (vv. 73-78):

Se tu riguardi Luni ed UrbisagliaAffresco Criptoportico 02
Come son ite e come se ne vanno
Di retro ad esse Chiusi e Senigallia

Udir come le schiatte si disfanno
Non ti parrà nova cosa né forte
Poscia che le cittadi termine hanno.

Il Parco Archeologico di Urbs Salvia si sviluppa per circa 40 ettari ed è il più importante e spettacolare delle Marche. Il percorso di visita, che si snoda in gradevoli sentieri all’interno del Parco, scendendo attraverso un comodo tracciato di circa un chilometro, consente di cogliere nella sua interezza la struttura di una tipica città romana.
Nel punto più alto è collocato il
Serbatoio dell’acquedotto, due gallerie parallele che rifornivano d’acqua la città sottostante.
Più in basso il
Teatro, uno dei più grandi d’Italia e l’unico che conservi consistenti tracce di intonaco dipinto. Venne fatto costruire in opera laterizia all’inizio del I sec. E.C.
Il sottostante “
Edificio a nicchioni” fungeva da scenografico raccordo dei vari livelli della città, cioè fra il sovrastante pianoro del teatro ed il foro.
Ai piedi della collina sorge l’affascinante area sacra, costituita da un tempio minore e da un grande
Tempio con criptoportico, corridoio sotterraneo dove si possono ammirare pregevoli affreschi con iconografie legate alla propaganda augustea e deliziosi riquadri con scene di animali intervallate da maschere lunari.
Al di fuori dell’’imponente
Cinta muraria, alta in alcuni punti fino a cinque metri, si trova l’Anfiteatro, fatto costruire da Flavio Silva Nonio Basso alla fine del I sec. E.C.

logo_nuovo-banner_07